EVENTO – Mostra di Andrea Benetti

Organizzazione mostra di pittura di Andrea Benetti presso Grand Hotel Majestic già Baglioni (Bologna).

Gestione ospiti, logistica e giornalisti.

B.P. BEFORE PRESENT

Ma allora in che senso esistono questi due tempi, il passato e il futuro, se il passato non è più e il futuro non è ancora? Quanto al presente, se fosse sempre presente e non trascorresse nel passato, non sarebbe tempo, ma eternità”
Sant’Agostino

Come lo spazio, così il tempo è sempre stato visto come una categoria fondamentale in cui si inscrive la condizione umana. Questo misterioso compagno di avventure con il quale abbiamo un rapporto contrastante di amore e odio, un conflitto tra piacere e nostalgia, tra rassegnazione e consapevolezza ci pone di fronte alla dura realtà del suo trascorrere incessante e senza remissioni. Il consumarsi degli anni, l’alternarsi delle fasi della vita e l’avvicinarsi della fine mettono l’essere umano di fronte ad una unica verità, il limite obbligato della morte. Se non possiamo combatterlo o sconfiggerlo allora meglio che sia nostro alleato in una ricerca dell’eternità che possa lasciare una traccia tangibile del nostro passaggio, la nostra anima non esiste ma resiste in base a ciò che abbiamo prodotto o scritto, questa si rispecchia in opere d’arte e libri che saranno l’unico anello di congiunzione con il passato.

Nella mostra “B.P. Before Present” il tempo che cominceremo a scandire sarà quello che attraverso una lettura contemporanea indagherà i tre cardini della pittura Neorupestre di Andrea Benetti. “Prima del presente, B.P” come scala temporale che in alcune discipline scientifiche specifica quando accaddero gli eventi nel passato. Una datazione che ha come punto di partenza l’anno 1950 e che fissa il continuo e incessante mutamento dell’attualità.

Danzando tra resine e colle, acrilici e pigmenti, tra oli ed hennè, le tele di Andrea Benetti prendono corpo e ci danno le chiavi di lettura per poter comprendere al meglio quanto di remoto ci sia nell’oggi.

In primis un chiaro omaggio all’arte Rupestre e a quegli artisti che lasciarono tracce della loro presenza disegnando animali e storie di uomini. Là in quei luoghi, in caverne, su rocce con attrezzi rudimentali, i bisonti, i cavalli, i cervi, gli orsi raccontano di battute di caccia e di corse al cibo.

In un susseguirsi il percorso dell’artista, lentamente si espande omaggiando l’origine della pittura astratta che mantiene il simbolismo indecifrato che incuriosisce e ha il sapore della scoperta. Tutto questo per farci continuamente volare con le ali di un tempo che non termina su una tela ma che si evolve con l’interpretazione dell’uomo moderno attingendo da quello primitivo, uno sguardo continuo e assiduo che ha modelli diversi da dipingere, che scambia uno stambecco con una mazza da golf o un cavallo con una barca a vela. Ecco quello che vede oggi Benetti, ritraendolo con la sua pittura.

All’alba di un nuovo secolo che si è aperto da poco più di dieci anni, il ritratto di uomini soli, anche se apparentemente insieme, una desolazione esistenziale di un essere che è padrone di molte cose, ricco di oggetti ma che rimane ad osservare il suo passato con le braccia conserte, un nuovo essere umano dominato dalla tecnologia e dal benessere del quale pare non poter fare a meno. Ed è così che il tempo, in questo frangente e soprattutto nella pittura Neorupestre di Benetti riesce a fare da tramite tra un passato di storia e semplicità, di ricerca e investigazione, di istinto misto ad intuito ed un presente che è già inevitabilmente un futuro nel quale ci riconosciamo come portatori di velocità e cambiamento. Allora ecco che compaiono i simboli della nostra modernità, quelli che ci danno certezze per essere accettati, perdendo di vista la reale essenza della vita, queste opere che esaltano l’effimero smontano il reale rapporto tra uomo e ambiente, tra materiale e immateriale, tra genialità e istinto.

Una forte voglia di ritorno alla semplicità fa di B.P un racconto di riflessione, un passaggio obbligato, una certezza in una società incerta che deve scardinare i suoi canoni per poter ritornare ad essere libera.

 Simona Gavioli

BIOGRAFIA DI ANDREA BENETTI

Sono quasi una ventina i musei, le istituzioni e le importanti collezioni internazionali, che collezionano le opere di Andrea Benetti, artista nato a Bologna nel ’64. Oltre ad aver esposto in luoghi di altissimo livello, nel 2006, Andrea Benetti ha ideato e stilato il Manifesto dell’Arte Neorupestre, presentato poi alla 53. Biennale di Venezia, nel padiglione “Natura e sogni”, presso l’università Ca’ Foscari. In occasione dell’evento, sotto l’egida della Biennale, è stato pubblicato un catalogo, edito da Umberto Allemandi. Nel luglio 2010, il pittore bolognese è stato invitato ad esporre alla LXI edizione del Premio Michetti, la blasonata rassegna internazionale di arte contemporanea, che si svolge ogni anno, dal 1947, nel Museo Michetti.
A novembre 2010, la pittura Neorupestre di Benetti è approdata a Palazzo Taverna (Roma), nella sede degli Archivi Legali Amedeo Modigliani, accanto alle opere di Andy Warhol, Amedeo Modigliani, Giorgio De Chirico, Keith Haring, Mario Schifano, Max Jacobs, Carlo Corsi, Jules Pascin, Guido Cadorin… in occasione della mostra intitolata “Portraits d’artistes”, curata dal presidente degli Archivi Modigliani, il professor Christian Parisot e da Pierfrancesco Pensosi. Il professor Vittorio Sgarbi ha presentato il progetto della mostra in conferenza stampa.Sempre nel 2009, Andrea Benetti ha realizzato un libro da collezione, con tiratura limitata (le copie sono firmate e numerate), intitolato “Esplorazione inconsueta all’interno della velocità”, in cui egli formula, e rappresenta con la propria pittura (dodici dipinti su tela), delle tesi innovative sulla velocità in rapporto ai cicli storici, alle civiltà susseguitesi nel corso della Storia ed all’atavico desiderio di dominio dell’uomo.
Hanno aderito al progetto e scritto nel libro, avvalorando l’importanza delle tesi sostenute da Benetti, una dozzina di autorevoli professori universitari. Inoltre, la parte critica riferita alle dodici opere pittoriche, è curata da importanti nomi del mondo dell’arte contemporanea. Il volume è già stato acquisito da musei, biblioteche ed istituzioni di rilevanza internazionale. A maggio 2011, è stato invitato dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università del Salento, per tenere una lezione sull’Arte Neorupestre agli allievi del corso di laurea in Storia dell’Arte Contemporanea. Ha presentato il seminario e l’artista il prof Massimo Guastella. La successiva mostra tenutasi all’interno delle Grotte di Castellena (BA) è entrata a far parte del programma di ricerca sull’arte contemporanea del Dipartimento dei Beni Culturali, dell’Università del Salento (Lecce).