EVENTO – Karpòs a Mirandola

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COMUNICATO STAMPA

Terremoto: a Mirandola, Karpòs mette a confronto 22 prodotti DOP e IGP

Bologna 13 luglio – “La ricostruzione del territorio passa attraverso un provvedimeto legislativo che dà vantaggi fiscali per ripartire”. Con queste parole Tiberio Rabboni, Assessore all’agricoltura, economia ittica, attività faunistico venatoria della Regione Emilia-Romagna, ha aperto il convegno “Oltre il terremoto”, svolto il 13 luglio a Villa Fonto Tagliata di Mirandola (MO) e organizzato dal mensile Karpòs, in collaborazione con le Regioni Lombardia, Emilia-Romagna e QN (Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione).

“Si tratta di due fondi”, ha spiegato Rabboni: “Un fondo generale di 2 miliardi e mezzo di euro per la ricostruzione anche dei “muri”, e poi un fondo agricolo di 140 milioni di euro destinati a risarcire i danni alle imprese agricole danneggiati dal terremoto. Attraverso il Credito Bancario c’è inoltre anche un fondo destinato a chi vuole ripartire immediatamente: ciò permetterà di attingere a questi soldi con un costo per le imprese agricole pari all’euribor 6 mesi mettendo a carico del decreto tutti gli altri costi dell’anticipazione bancaria. È il risultato di un atto di solidarietà delle regioni italiane e dello stesso Ministero dell’Agricoltura nei confronti dell’Emilia-Romagna”. Ma quanto messo insieme da Renzo Angelini, direttore di Karpòs è stato un confronto unico: far conoscere i 22 prodotti d’eccellenza IGP e DOP colpiti dal sisma, rendendo consapevoli i consumatori della loro importanza strategica per l’economia del nostro Paese. Perché il miglior sostegno alle aziende colpite dal terremoto è proprio la loro preferenza verso prodotti che, nonostante i danni subiti, continuano a presidiare i mercati. Avete mai visto il Consorzio del Parmigiano Reggiano accanto a quello del Grana Padano? Quello dell’asparago verde di Altedo e del melone mantovano confrontarsi con il Consorzio del Salame Cremona? Tutti uniti per un unico obiettivo: ripartire. Come hanno fatto e stanno facendo in molti della zona. “Per quanto riguarda l’IGP” spiega Corsini in rappresentanza del Presidente Mazzetti del Consorzio Aceti Balsamico di Modena IGP, “tre aziende di Carpi, Cavezzo e Solara di Bonporto hanno avuto problemi strutturali ma nel giro di 40 giorni, a tempi di record, sono riusciti a ripartire”. “La provincia di Modena è stata quella più colpita dal sisma”, ha sottolineato l’Assessore all’Agricoltura e alla qualità del territorio rurale della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei. “Il 50% delle aziende agricole della provincia di Modena sono state danneggiate dal sisma. Il danno maggiore si è avuto col Parmigiano Reggiano che rappresenta, per la provincia di Modena, il 40% del lordo vendibile. Ma ci sono ovviamente tutte le altre produzioni: dai lambruschi agli aceti balsamici sia DOP che IGP”.

Mantova ha visto come evento insolito quello di un milione e mezzo di forme atterrate che tradotte in euro corrispondono almeno a 90 milioni di euro in termini di valore di prodotto. È stato stimato che i danni al sistema agroalimentare è di 270 milioni solo nella provincia Mantova. Tra questi si contemplano i danni alle strutture delle imprese agricole e allevamenti (circa 106/107 milioni) e ai caseifici (20 milioni circa). Bisogna tener conto anche delle operazioni di ripristino come l’asportazione delle macerie, la riattivazione dei magazzini (altri 10 milioni) e di bonifica (40 milioni). Per superare questo momento e andare «oltre il terremoto» c’è chi ha pensato ad azioni di bonifica già messe in atto per evitare grosse problematiche a ottobre-novembre. E ora scatta la paura che tutto il sistema della filiera ceda e non tutte le cooperative riescano ad intervenire. È il direttore generale del Consorzio per la tutela del Grana Padano Stefano Berni a rimarcare che “le difficoltà ci sono: “sono state atterrate 300.000 forme, più della metà delle quali sono già andate in discarica o in fusione. Rispetto al Parmigiano Reggiano abbiamo avuto comunque meno danni. Siamo riusciti ad attivare una catena di solidarietà interna: i 120 caseifici non danneggiati aiuteranno i 30 caseifici danneggiati ad attenuare i danni. Al consumatore richiediamo di comprare un po’ più Grana Padano e Parmigiano Reggiano invitandoli a non farsi ingannare da coloro che «scimmiottano» i formaggi italiani fingendosi tali”.

Fortunatamente la produzione del Parmigiano Reggiano, come informa il Direttore del consorzio Riccardo Deserti, è tornata ad essere quella pre-terremoto. Ma nel «guardare oltre», il prof. Michele Carruba, evidenzia un dato allarmante: “la popolazione mondiale sta crescendo vertiginosamente e fino ad ora abbiamo avuto energia in termini di nutrimenti. Assumiamo cibo 4 volte al giorno ma non sempre lo facciamo con razionalità nello scegliere cosa mangiare. «Noi siamo quello che mangiamo»”, dice Carruba “le nostre cellule vivono qualche mese o qualche giorno e vengono ricambiate in funzione di quello che ingeriamo. È quindi molto importante razionalizzare ciò che mettiamo in bocca perché questo fa della nostra «macchina umana» una «macchina in salute che funziona bene» o una «macchina che si inceppa»”. Essenziale, dunque, capire la sostenibilità dell’alimentazione del mondo: un miliardo di persone muore per mancanza di cibo e un altro miliardo, invece, muore per eccesso. La scienza ha dimostrato attualmente che le malattie che più ci inquietano sono legate ad una cattiva alimentazione. “Possiamo prevenire il 40% dei tumori solo mangiando bene e il 50% delle malattie vascolari cercando di non diventare obesi”. È stato poi compito di Renzo Angelini, direttore editoriale di Karpòs, concludere l’evento: “Abbiamo colto l’occasione per dare un segnale, una mano indiretta, a coloro che hanno subito questo grave disagio. È diventata un’occasione per accendere un faro sulle tipicità di queste provincie che fanno del made in Italy un riconoscimento riconosciuto nel mondo. L’agricoltura non è solo produzione ed economia ma è cultura, trasferimento di conoscenze, l’elisir di lunga vita, del benessere”.